Guide · 8 minuti di lettura
Schema impianto pompa di calore: com'è fatto, pezzo per pezzo
Titolare FotoClima — 27 settembre 2026
In breve
Lo schema di un impianto a pompa di calore aria-acqua ha un'unità esterna (compressore, evaporatore, valvola di espansione, condensatore), un modulo idronico, puffer, bollitore sanitario, valvola deviatrice, circolatori, vaso di espansione, sonda esterna con curva climatica e quadro elettrico su contatore da 4,5-6 kW. Il prezzo installato lo definisce il sopralluogo.
Quando un cliente mi chiede "lo schema della pompa di calore", di solito ha in mano un preventivo con un disegno pieno di sigle e vuole capire cosa c'è dentro davvero, e soprattutto cosa manca. È la domanda giusta: la macchina è solo un pezzo, e gli impianti che rendono poco quasi sempre hanno uno schema sbagliato, non una macchina sbagliata.
Sono l'Ing. Nachit Lahcen di FotoClima e in questa guida ti spiego lo schema di un impianto a pompa di calore aria-acqua a parole e con una tabella componente per componente: cosa fa ogni pezzo, perché serve, e gli errori che vedo più spesso nei preventivi degli altri.
Com'è fatto lo schema di un impianto a pompa di calore?
Un impianto a pompa di calore aria-acqua è fatto da un'unità esterna che produce il calore, un modulo idronico interno che lo consegna all'acqua, un puffer e un bollitore che lo immagazzinano, valvole e circolatori che lo distribuiscono, e una regolazione con sonda esterna che decide quanto calore serve. Ognuno ha un motivo preciso per esserci: la tabella li mette in fila come in un preventivo serio.
| Componente | Cosa fa | Perché è nello schema |
|---|---|---|
| Unità esterna (compressore, evaporatore, valvola di espansione, condensatore) | Estrae calore dall'aria e lo porta a temperatura utile | Per ogni kWh elettrico ne restituisce 3-4 di calore (COP 3-4) |
| Modulo idronico / unità interna | Scambia il calore con l'acqua dell'impianto; contiene circolatore, resistenza di riserva, elettronica | Nello split è dentro casa; nel monoblocco è integrato nell'unità esterna |
| Puffer (accumulo inerziale) | Serbatoio tecnico da qualche decina di litri sul circuito di riscaldamento | Evita cicli brevi del compressore, garantisce acqua per lo sbrinamento e separa le portate |
| Bollitore acqua calda sanitaria | Serbatoio da 180-300 litri con serpentino o scambiatore | La pompa di calore fa anche l'acqua della doccia: senza accumulo non ha senso |
| Valvola deviatrice a 3 vie | Manda l'acqua calda al riscaldamento oppure al bollitore | La macchina fa una cosa alla volta: la valvola sceglie quale |
| Circolatori | Pompe che spingono l'acqua nei circuiti | Portata giusta = resa giusta; sottodimensionati mandano in blocco la macchina |
| Vaso di espansione | Assorbe l'aumento di volume dell'acqua quando si scalda | Senza, la pressione sale e la valvola di sicurezza scarica |
| Termostati e sonda esterna con curva climatica | La sonda legge la temperatura fuori, la regolazione adatta la temperatura dell'acqua | È il pezzo che fa risparmiare: acqua più fredda quando fuori è mite |
| Quadro elettrico e contatore 4,5-6 kW | Linea dedicata, protezioni, eventuale contatto per il fotovoltaico | Spesso serve portare il contatore da 3 a 4,5 o 6 kW |
| Filtro, defangatore, valvole di sicurezza e sfiati | Tengono pulito e protetto il circuito | Gli scambiatori sono fini: lo sporco dei vecchi impianti li rovina |
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Il cuore dello schema è un frigorifero al contrario: il fluido refrigerante assorbe calore fuori, il compressore lo concentra, il condensatore lo cede all'acqua e la valvola di espansione riporta il fluido al punto di partenza. Quattro passi, sempre gli stessi:
- 1. Evaporatore: l'aria esterna, anche sotto zero, passa sulla batteria alettata; il refrigerante, che bolle a temperature bassissime, evapora assorbendo quel calore.
- 2. Compressore: comprime il gas e ne alza la temperatura sopra quella dell'acqua dell'impianto. È il componente che consuma elettricità, insieme al ventilatore.
- 3. Condensatore (scambiatore a piastre): il gas caldo cede il calore all'acqua dell'impianto e torna liquido. Nello split questo scambiatore sta nel modulo interno; nel monoblocco sta fuori.
- 4. Valvola di espansione: il liquido si espande, si raffredda di colpo e torna all'evaporatore. Il giro ricomincia.
Il ciclo senza formule, con COP e SCOP, è qui: “Come funziona la pompa di calore, spiegato semplice”. Da ricordare: più è bassa la temperatura dell'acqua da produrre, meno lavora il compressore.
Split, monoblocco o ibrido: le tre configurazioni
Esistono tre schemi tipici: lo split (gas refrigerante tra unità esterna e modulo interno), il monoblocco (tutto fuori, in casa entrano solo tubi d'acqua) e l'ibrido (pompa di calore affiancata a una caldaia). Nessuno è "il migliore": ognuno risolve un problema diverso.
| Configurazione | Cosa passa nel muro | Pro | Contro |
|---|---|---|---|
| Split | Due tubi di refrigerante + cavi | Nessun rischio gelo sui tubi; modulo interno con bollitore integrato compatto; unità esterna più piccola | Serve spazio interno; il collegamento frigorifero lo fa solo un tecnico abilitato F-GAS |
| Monoblocco | Due tubi d'acqua isolati + cavi | Nessun circuito frigorifero da aprire; ottimo dove dentro non c'è spazio | I tubi d'acqua all'esterno vanno protetti dal gelo (isolamento, glicole o funzione antigelo); unità esterna più ingombrante |
| Ibrido (pompa di calore + caldaia) | Come split o monoblocco, più il collegamento alla caldaia esistente | La caldaia copre solo i picchi di freddo; adatto a case poco isolate o caldaie recenti | Due macchine, due manutenzioni, contatore gas che resta; incentivi da verificare sulla configurazione |
Il passaggio da caldaia a pompa di calore, passo per passo: “Sostituire la caldaia con la pompa di calore: come funziona il passaggio”. Una precisazione: FotoClima non installa caldaie a gas; nell'ibrido la caldaia è quella che hai già, noi facciamo la parte in pompa di calore e la regolazione.
Dove passano i tubi e dove va l'unità esterna?
L'unità esterna va su un basamento o su staffe con antivibranti, in un punto ventilato, lontano dalle finestre delle camere e con uno scarico per l'acqua di sbrinamento; i tubi seguono il percorso più corto verso il modulo interno o i collettori. Sono decisioni da sopralluogo, non da catalogo.
- Aria libera davanti e dietro: l'unità espelle aria più fredda; in un angolo chiuso la riaspira e la resa crolla. Mai in una nicchia cieca o sotto una tettoia bassa.
- Rumore: un'unità moderna emette indicativamente 45-60 dB(A) a 1 metro, con modalità notturne più silenziose. Il lato corretto è quello del giardino o del cortile, non quello del confine con la camera del vicino.
- Condensa e sbrinamento: nei mesi freddi la batteria brina e la macchina la scioglie a cicli: escono litri d'acqua. Serve uno scarico o un basamento drenante; sul vialetto diventa ghiaccio.
- Tubi: nello split i tubi di refrigerante sono piccoli e isolati; nel monoblocco i tubi d'acqua esterni vanno isolati e protetti dal gelo. Il percorso corto costa meno e rende di più.
- Elettrico: linea dedicata dal quadro, con protezioni proprie; il contatore va spesso portato a 4,5-6 kW. Con il fotovoltaico si predispone il contatto che fa lavorare la macchina quando il tetto produce.
Cosa cambia con radiatori, pavimento o ventilconvettori?
Cambia la temperatura dell'acqua che la pompa di calore deve produrre, e quindi la resa: il pavimento radiante lavora a temperature basse, i ventilconvettori intermedie, i radiatori a 55-60 °C al massimo. Lo schema idraulico si adatta di conseguenza.
| Terminale | Temperatura acqua | Cosa cambia nello schema |
|---|---|---|
| Pavimento radiante | Bassa (indicativamente 35 °C) | Collettori con miscelazione; puffer piccolo o assente se la portata è sufficiente; resa massima |
| Ventilconvettori | Media (indicativamente 45 °C) | Fanno anche raffrescamento estivo; serve lo scarico condensa a ogni terminale |
| Radiatori | Fino a 55-60 °C | Puffer quasi sempre necessario; radiatori misurati stanza per stanza; a volte uno o due da maggiorare |
Il pavimento è l'abbinamento ideale: “Riscaldamento a pavimento e pompa di calore: l'abbinamento perfetto” (in uscita). Con i radiatori funziona se l'impianto sta entro i 55-60 °C nei giorni più freddi: oltre, si maggiora qualche radiatore o si valuta una macchina ad alta temperatura, con resa ridotta.
Gli errori di schema che vedo nei preventivi
I quattro errori che ritrovo più spesso sono il puffer mancante, la macchina sovradimensionata, il bollitore sanitario troppo piccolo e l'assenza della sonda esterna. Non si vedono dal prezzo in fondo alla pagina, e si pagano tutti in bolletta.
- Puffer mancante: senza accumulo inerziale la macchina parte e si ferma di continuo, soprattutto con le valvole termostatiche che chiudono i radiatori. Cicli brevi significano consumo alto e compressore che invecchia prima.
- Pompa di calore sovradimensionata: "meglio abbondare" è il consiglio più costoso che esista. Una macchina troppo grande lavora sempre a carico parziale, modula male e costa di più. La taglia la sceglie il calcolo del fabbisogno reale in zona climatica E.
- Accumulo sanitario troppo piccolo: un bollitore da 100-150 litri per una famiglia di quattro persone significa resistenza elettrica che parte a ogni doccia. Indicativamente 180-230 litri per quattro persone, di più se c'è la vasca o il fotovoltaico da sfruttare.
- Sonda esterna mancante o curva climatica di fabbrica: senza sonda la macchina produce sempre acqua alla temperatura massima impostata; con la sonda e la curva regolata, a 10 °C esterni lavora a temperatura molto più bassa e lo SCOP reale si avvicina a quello dichiarato. Per gli incentivi serve SCOP di almeno 3,8, ma quello vero lo decide la regolazione.
- Contatore lasciato a 3 kW e nessun filtro sul ritorno: il primo fa saltare la corrente quando parte la resistenza; il secondo porta lo sporco del vecchio impianto nello scambiatore.
💡 Quando confronti due preventivi, non guardare solo la macchina: cerca puffer, bollitore con i litri scritti, sonda esterna, vaso di espansione, filtro e adeguamento del contatore. Se manca una voce, o è inclusa senza dirlo o arriverà come extra.
Quanto costa un impianto fatto con lo schema giusto?
Il prezzo dipende dallo schema completo (radiatori o pavimento, bollitore, unità esterna, quadro elettrico) e lo definisco dopo il sopralluogo gratuito; il Conto Termico 3.0 copre fino al 65% se la macchina sostituisce il generatore esistente, con SCOP di almeno 3,8. Il prezzo preciso lo fa il sopralluogo: radiatori, bollitore, unità esterna, quadro elettrico. Le soluzioni che installo: /pompe-di-calore
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Domande frequenti
Quali sono i componenti di un impianto a pompa di calore?
Unità esterna con compressore, evaporatore, valvola di espansione e condensatore; modulo idronico interno; puffer; bollitore sanitario da 180-300 litri; valvola deviatrice; circolatori; vaso di espansione; sonda esterna con curva climatica; quadro elettrico con contatore da 4,5-6 kW; filtro e defangatore.
Il puffer serve davvero in una pompa di calore?
Quasi sempre sì, soprattutto con i radiatori e le valvole termostatiche: evita che il compressore parta e si fermi di continuo, garantisce acqua per lo sbrinamento e separa le portate. Con il pavimento radiante e portata sufficiente può essere piccolo o assente.
Meglio pompa di calore split o monoblocco?
Lo split ha il modulo interno con bollitore integrato e nessun tubo d'acqua all'esterno; il monoblocco ha tutto fuori, ottimo se in casa non c'è spazio, ma i tubi d'acqua esterni vanno protetti dal gelo. Si sceglie sullo spazio disponibile, non sulla resa.
A cosa serve la sonda esterna con la curva climatica?
Legge la temperatura fuori e fa produrre acqua più fredda quando è mite e più calda solo quando gela. È il componente che porta lo SCOP reale vicino a quello dichiarato: senza sonda la macchina lavora sempre alla temperatura massima e consuma di più.
Quanto costa un impianto a pompa di calore completo?
Dipende dallo schema completo su misura per la villetta: radiatori o pavimento, bollitore, unità esterna, quadro elettrico. Lo definisco al sopralluogo gratuito, prima degli incentivi. Il Conto Termico 3.0 copre fino al 65% se la pompa di calore sostituisce il generatore esistente e ha SCOP di almeno 3,8; in alternativa la detrazione 50% o 36%.
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